Nuova pagina 2

  Autaci a crescere   

 
Nuova pagina 2
  Nuova pagina 1
   Menu
menucolonna
Home
Contatti
Aiutaci a crescere
Avvertenze
 
Malattie dell'occhio Malattie dell'occhio
Malattie dell'occhio Malatte dei denti
Malattie dell'occhio Cefalee Tensitive
 
Malattie dell'occhio Massaggi
Malattie dell'occhio Il Trucco
Malattie dell'occhio Curiosità
Malattie dell'occhio Le Vitamine
 
 
...
...
 
 

... messagio2

 



 

 
 
I FIORI DI BACH

Cefalee - Fisiopatologia Del Dolore Muscolo-Scheletrico - Eziopatogenesi e Clinica Dei Disordini Cranio-Mandibolari - Procedimenti diagnostici - Indirizzi terapeutici - Precontatti Dentali E Disordini Cranio Mandibolari

Dott. A. Gizdulich – Centro Odontoiatrico NeuroMuscolare Tel 055716906 Fax 0557134661  e-mail: drgiz@dccm.it

 

CEFALEE TENSIVE E DISORDINI CRANIO-MANDIBOLARI


INTRODUZIONE
Il riscontro sempre più frequente di cefalee abituali e persistenti in pazienti portatori di problematiche anatomiche e/o funzionali a carico dell’apparato Stomatognatico, spiega la necessità di includere le cefalee tensive secondarie tra le patologia odontoiatriche. Non deve inoltre essere sottovalutato il fatto che la presa di coscienza di un nesso fra queste due patologie si è diffusa anche fra i mass-media, influenzando l’opinione pubblica.
La comprensione dei rapporti causali esistenti fra l’apparato masticatorio e le cefalee secondarie richiede una profonda conoscenza della fisiopatologia dell’apparato stomatognatico, tratto iniziale dell’apparato digerente ma anche parte del Sistema Locomotore. Dotato di uno scheletro osseo, di articolazioni e di una complessa e varia muscolatura possiede una ricca innervazione e propriocezione dipendente in massima parte dalla seconda e terza branca del nervo Trigemino, oltreché di organi specifici quali i denti, collocati nelle arcate mascellare superiore e mandibolare.

 come curare le cefalee
Figura 1
 

Alcune peculiarità conferiscono a questo apparato caratteristiche anatomo-funzionali uniche nel corpo umano: la mandibola, osso unico ed impari, possiede due articolazioni speculari che la legano alle ossa temporali (ATM), complesse per forma e funzione, debbono la loro capacità di assicurare movimenti di rotazione e traslazione alla presenza di dischi interarticolari (sui quali si inseriscono i capi superiori dei muscoli pterigoidei esterni).
 

Ciò assicura alla mandibola la possibilità di muoversi nei diversi piani dello spazio e in direzioni praticamente infinite sia pure per tratti modesti. La ricca muscolatura masticatoria, inserita su ambo i lati della mandibola, è egualmente obbligata alla contemporanea partecipazione a qualsivoglia posizione o movimento mandibolare.

La funzione muscolare è sostanzialmente svolta da robusti muscoli elevatori, da muscoli abbassatori meno potenti, perché assistiti dalla forza di gravità e da altri muscoli che provocano i movimenti di protrusione-retrusione. Cooperano con i muscoli masticatori molti muscoli cervicali, in particolar modo i trapezi e gli sternocleidomastoidei ai quali è affidato il movimento della testa sul collo, che determinano di conseguenza la posizione del mascellare superiore.

Sotto il profilo funzionale possono quindi essere considerati sinergici nei movimenti dell’apparato stomatognatico (Fig. 1).

 

 

 


Fra tutti i movimenti che la mandibola può compiere, merita un’attenta considerazione quello che provoca il massimo contatto possibile fra le due arcate dentali. La posizione di massima intercuspidazione dentale, definita “occlusione” è essenziale per la funzione masticatoria. Si realizza al termine di ogni ciclo masticatorio e generalmente all’inizio di ogni atto di deglutizione, cioè fino a 2000 volte circa nelle 24 ore. Ogni singolo componente dell’apparato stomatognatico, muscoli, articolazioni, mucose e soprattutto i legamenti alveolo-dentali che avvolgono ogni singola radice sono riccamente innervati da meccanocettori. Di conseguenza ogni contatto fra le arcate dentali in massima intercuspidazione provoca un imput propriocettivo influente sul tono e la postura muscolare, che per numero e concentrazione di recettori, non ha forse l’eguale in nessun altro territorio dell’organismo. L’occlusione dentale, condizionata dal numero, forma e posizione dei denti, è quindi implicata nella postura della testa per il coinvolgimento muscolare cervicale. Modernamente si considera fisiologica la posizione di occlusione che si realizza grazie ad una contrazione isotonica e bilanciata dei muscoli competenti. Ogni qualvolta questo equilibrio non può realizzarsi per cause diverse, ma per lo più connesse alla situazione delle arcate dentali, si avrà un’occlusione“adattata” che deve essere considerata patologica.

...
 

Fonte: Dott. Andrea Gizdulich

>


Nuova pagina 2
   Corpo e Salute by ACweb - P. Iva 03137320960
Nuova pagina 1