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EZIOPATOGENESI E CLINICA DEI
DISORDINI CRANIO-MANDIBOLARI
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Il movimento mandibolare che
determina l’incontro delle
arcate dentali in occlusione,
data la sua continua iterazione,
richiede un’azione muscolare
pronta e diretta. Pertanto la
posizione di partenza della
mandibola, detta comunemente
posizione di riposo si deve
trovare in condizioni tali da
compiere istantaneamente tale
movimento. La posizione di
riposo ideale è quella in cui la
muscolatura si trova egualmente
in stato di riposo conservando
solo il tono di base come unica
attività contrattile. Dalla
posizione di riposo fisiologica
si può realizzare l’occlusione
fisiologica che dipende
totalmente dalle condizioni di
efficienza della dentatura.
Quando tali condizioni non
sussistono, la muscolatura
masticatoria, nonché quella
cervicale debbono intervenire
per creare un accomodamento
preventivo della posizione di
riposo mandibolare al fine di
rendere diretto e pronto il
movimento. L’accomodamento
avviene attraverso una serie di
contrazioni muscolari che nella
realtà annullano la situazione
di riposo muscolare, instaurando
invece un ipertono di svariati
capi muscolari, come si può
verificare per mezzo dell’elettromiografia.
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Le noxae che possono alterare
l’occlusione sono molteplici e
possono agire in ogni età della
vita; sono legate a turbe dello
sviluppo delle ossa mascellari,
a turbe dell’eruzione e
successivo allineamento della
dentatura, a malattie dentali
che determinano il
danneggiamento organico o
addirittura la perdita del dente
ammalato ed infine a cause
collegate a terapie
odontoiatriche, quando non siano
in grado di ripristinare
soddisfacenti condizioni
morfologiche e funzionali delle
arcate dentali. La conseguenza
immancabile di tali noxae è
l’occlusione accomodata in una
posizione posturale forzata ed
oggi giustamente ritenuta
patologica.
L’alterazione occlusale genera
una condizione definita
“Disordine Cranio-mandibolare”
che può essere caratterizzata da
quadri clinici diversi. Il
quadro clinico, nella
maggioranza dei casi, è privo di
sintomatologia ma ricco invece
di soli segni obiettivi che
esprimono una condizione di
precario equilibrio. Quando e se
questo equilibrio dovesse
rompersi insorgono cefalee e
cervicalgie tensive, espressione
nel territorio della testa e del
collo della Sindrome Dolorosa
miofasciale.
Esistono infine quadri clinici
complicati da concomitanti
fenomeni patologici a carico
delle ATM, forzate dalla
dislocazione obbligata della
mandibola, che generano rumori e
impedimenti articolari di varia
natura e grado con o senza
manifestazioni dolorose.
Per meglio comprendere la
possibile patogenesi miogena di
tali cefalee è utile consultare
la mappa delle aree di
riferimento del dolore causato
dai principali TrP, ispirata dal
testo di Travell e Simons (Fig.
3).Figt. 3
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La cefalea può presentarsi
costantemente monolaterale con episodi di
durata variabile, occasionalmente con aura,
può comparire in una sede, ad esempio
all’occipite per poi diffondersi alle altre
regioni del capo; ancora può essere presente
nella regione frontale mono o bilaterale; il
tipo di dolore può essere gravativo
profondo, oppure pulsante ed urente. In
sintesi può assumere aspetti assai
variabili, anche per quanto riguarda la
durata e la frequenza degli episodi, ed il
momento di insorgenza nella giornata, o la
contemporaneità con i flussi mestruali.
A tale proposito si deve segnalare che è
risultata assai più frequente nel sesso
femminile con un rapporto di circa 4 a 1.
La probabilità di correlazione fra cefalee e
TrP miofasciali, è illustrata della Tabella
1, nella quale le manifestazioni dolorose
sono enumerate secondo i criteri della
Classificazione delle Cefalee, Nevralgie
Craniali e Dolori Facciali della
International Headache Society.
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Tabella 1 - Correlazione
fra cefalee e TrP miofasciali, secondo i
criteri della Classificazione delle Cefalee,
Nevralgie Craniali e Dolori Facciali della
International Headache Society.
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CEFALEA |
PROBABILITA’ DI DOLOREMIOFASCIALE |
|
Emicrania (con o senza aura)
|
Alta
|
|
Cefalea tensiva episodica o cronica |
Molto Alta |
|
Cefalea a grappolo cronica o
parossistica |
Bassa |
|
Cefalee miste non associate con lesioni
strutturali |
Bassa |
|
Cefalea e cervicalgia acuta o cronica
associata trauma cranico |
Moderata-Alta |
|
Cefalea e dolore facciale associati a
turbe circolatorie |
Bassa
|
|
Cefalea e dolore facciale associato a
lesioni craniche non vascolari |
Bassa |
|
Cefalea associata ad assunzione
-soppressione di sostanze (alcool,
caffeina, nitrati, analgesici ecc.) |
Bassa |
|
Cefalea associata ad infezioni |
Bassa
|
|
Cefalea associata a disturbi metabolici |
Bassa
|
|
Cefalea associata Disordini
Cranio-cervico-mandibolari |
Alta
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|
Nevralgie dei nervi cranici |
Bassa-Moderata |
|
Cefalea cervicogenica |
Alta
|
Fonte:
Dott.
Andrea Gizdulich
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