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FISIOPATOLOGIA DEL DOLORE
MUSCOLO-SCHELETRICO.
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Il progresso delle conoscenze
cliniche del dolore muscolare,
con le sue complesse
manifestazioni sindromiche,
negli ultimi venti anni, è stato
acquisito per merito di molti
studiosi, fra i quali ha
primeggiato la personalità di
Janet Travell, i cui studi hanno
aperto un nuovo fondamentale
capitolo della diagnostica di
una delle più diffuse
sofferenze.
Il dolore, definito miofasciale
poiché coinvolge la muscolatura
scheletrica e le sue fasce ed
aponeurosi, si instaura
preferibilmente nei muscoli a
maggior impegno posturale, sia
per cause agenti cronicamente
(come l’impegno ad un
adattamento posturale forzato),
sia per cause traumatiche acute
(come, ad esempio il “colpo di
frusta”).
La patogenesi del
dolore mio fasciale, viene
correlata ad una lesione
microtraumatica delle fini
strutture muscolari, sarcolemma
e reticolo endoplasmico, che
determinerebbe un aumento del
Calcio libero endocellulare,
inducendo un accorciamento
stabile dei sarcomeri con
conseguente instaurazione di una
condizione di crisi del bilancio
energetico muscolare ed una
incapacità di ricaptazione del
Calcio.
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Figura 2
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E’ stato accertato che, quando
la contrattura avviene in zone
di un muscolo sedi delle placche
motrici, si assiste ad una
condizione di disfunzione di
talune placche che, producendo
in eccesso acetilcolina rispetto
alle capacità di idrolisi della
colinesterasi, porterebbe ad una
serie di circoli viziosi con
aumento della contrattura,
spasmi capillari, riduzione
dell’apporto metabolico, ed
inoltre liberazione di sostanze
ad effetto sensitizzante sia
sulle terminazioni nervose
sensitive che su quelle
vegetative presenti nella zona.
Il ciclo vizioso ora descritto
determinerebbe l’origine dei
cosiddetti Punti Trigger miofasciali (TrP). Un TrP (Fig.
2) è un nodulo ipereccitabile
collocato in una banda di
tessuto muscolare teso e
pertanto reperibile alla
palpazione, che se stimolato dà
luogo ad intensa risposta
dolorosa locale, accompagnata
talvolta da altri fenomeni quali
una scossa locale provocata (local
twitch response), dolore
riferito in un area ben definita
e costante per ciascun TrP ed
alterate risposte
neurovegetative e propriocettive.
Il sintomo più caratteristico è
costituito dal dolore riferito;
di questa particolare allodinia
non è del tutto chiara la
patogenesi; è invece noto che si
manifesta sempre in una
determinata sede tipica per il
TrP che lo ha generato. Essendo
la sede dei TrP costante nei
corpi muscolari, a causa della
loro interdipendenza con la sede
delle placche motrici (TrP
“centrali”) o con le inserzioni
muscolo-tendinee (TrP di
“attacco”), è stato possibile
creare una mappa delle zone di
riferimento del dolore, tenendo
peraltro conto che anche TrP
provenienti da muscoli diversi
possono avere in comune la sede
del dolore riferito.
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I criteri di interdipendenza fra
TrP e dolore riferito
costituiscono un utilissimo
strumento diagnostico delle
sofferenze miogene in qualsiasi
distretto muscolo-scheletrico.
La malattia da TrP, nota come
Sindrome Dolorosa Miofasciale,
interessa soprattutto la
muscolatura più impegnata
nell’attività posturale. Di
conseguenza, sebbene qualsiasi
distretto dell’apparato
locomotore possa esserne
colpito, talune sedi, come ad
esempio la regione della testa e
del collo e quella
dorso-lombare, sono quelle più
spesso coinvolte.
Se si considera che nell’uomo, a
causa della sua stazione eretta,
la catena posturale si svolge in
senso verticale, si assiste al
fatto che il sistema
muscolo-scheletrico proprio
dell’apparato stomatognatico
viene a trovarsi in una
situazione posturale influente
poiché diviene il primo anello
di tale catena che contrae
tramite la muscolatura cervicale
importanti rapporti posturali
con i livelli
muscolo-scheletrici sottostanti,
potendo ingenerare complesse
influenze reciproche.
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Fonte:
Dott.
Andrea Gizdulich
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