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FITOTERAPIA
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Il
termine “Fitoterapia" deriva
dal greco antico: il
sostantivo “phytòn” indica i
sinonimi pianta, albero e
vegetale. È interessante
notare come “phytòn"
significhi anche“creatura",
“essere".
La radice deriva infatti dal
verbo “phyto", che significa
“generare",ma anche “essere
generati".
In greco antico la parola
“pianta" viene legata in
primo luogo al processo
della creazione, della
generazione e della
fertilità. |
Il frutto di ogni generazione
porta alla nascita di nuove
creature, di nuovi esseri.
Questa indispensabile premessa
sottolinea come oggi la
Fitoterapia venga interpretata,
in maniera riduttiva, come
terapia basata sull'utilizzo
farmacologico delle piante
medicinali.
La storia della Fitoterapia
affonda le sue radici nel
passato più remoto, quando i
nostri antenati utilizzavano
alcuni tipi di piante per la
cura di molteplici disturbi.
Pensiamo allo stesso Ötzi, che
5000 anni or sono, portò nel suo
ultimo viaggio un sacchetto
dipelle contenente alcuni funghi
con proprietà antibiotiche.
Nel Medioevo, quando erano molto
lontani i progressi della
moderna farmacologia,
generazioni di monaci trasmisero
i fondamenti di questa scienza
per lenire le sofferenze dei
poveri malati.
Nel Rinascimento Fabrizio d'Acquapendente,
celebre anatomista, scriveva che
passeggiando nei boschi e nei
prati inconsapevolmente
calpestiamo, distruggendole,
erbe preziose capaci di ridonare
salute
all'uomo.
Nelle valli tirolesi si è
conservata fino ad oggi una
ricchissima cultura popolare
relativa all'uso delle piante
medicinali, impiegate sotto
forma di tisane, infusi, decotti
e cataplasmi.
Di recente una accresciuta
sensibilità ed interesse da
parte della popolazione ha
determinato il ritorno della
Fitoterapia.
Quando si applica la
Fitoterapia?
Questa metodologia rientra a
pieno titolo nel bagaglio
terapeutico del Medico, che con
competenza e professionalità può
impiegare la Fitoterapia nel
trattamento clinico.
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La Fitoterapia può essere
utilizzata con successo in molti disturbi e
di norma tranquillamente affiancata ai
farmaci tradizionali senza produrre
spiacevoli effetti di interferenza, tranne
alcune note eccezioni. Si conosce per
esempio l'azione fotosensibilizzante
(ipersensibilità cutanea all'esposizione
solare) della ipericina, componente dell'iperico(Hypericum
perforatum), fedele e discreto
antidepressivo, come pure la
controindicazione a somministrare durante la
gravidanza la“Tussilago farfara" per curare
i disturbi all'apparato respiratorio.
A che cosa bisogna fare attenzione?
Per le sue riconosciute proprietà
terapeutiche questa metodica dovrebbe essere
gestita da personale istruito e
competente,in grado di valutarne il
possibile beneficio per il Paziente.
Il medico dovrà inoltre chiarire, se la
prescrizione di fitoterapici debba essere
affiancata o meno da farmaci convenzionali.
Questo consentirebbe di ridurre eventuali
pericoli determinati dall'automedicazione da
parte del paziente e la possibilità di non
riconoscere una patologia,accelerandone
l'evoluzione.
A conclusione di questa breve introduzione
sulla Fitoterapia, possiamo dire che essa
contribuisce al buon equilibrio del nostro
organismo stimolando le difese immunitarie
con pochi o rari effetti secondari, ma deve
essere consigliata da persone competenti
evitando automedicazioni improvvisate.
Accuratamente scelte e utilizzate, le piante
guariscono o contribuiscono a guarire a
volte molto rapidamente, problemi correnti e
attuali come lo stress, il surmenage,
l'artrosi, i reumatismi, la stanchezza, l'insonia,
i problemi di peso o anche di circolazione
sanguigna, ecc.. |
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Fonte: Sara Villa -
www.terapienaturalivilla.com
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