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INTERVENTO DI CORREZIONE DELLA MIOPIA, ASTIGMATISMO E
IPERMETROPIA CON LASER AD ECCIMERI
INTRODUZIONE
I difetti di vista, che hanno sino ad oggi trovato soluzioni
negli occhiali e nelle lenti a contatto, possono ora avere una
valida alternativa attraverso un trattamento effettuato con il
laser ad eccimeri.
La chirurgia refrattiva trova le applicazioni più vantaggiose
quando vi siano forti difetti di vista, che legano
indissolubilmente il paziente allocchiale oppure nelle
differenze di refrazione tra un occhio e l'altro, specie dove
non vi è tolleranza alle lenti a contatto e in alcune attività
lavorative in cui i sussidi ottici creano innegabili svantaggi
visivi.
Importante ricordare e sottolineare che ogni atto di chirurgia
refrattiva si rivolge alla risoluzione delle sole
caratteristiche ottiche, ma non modifica quelle patologie che
possono essere associate al difetto di vista. Infatti un miope
con alterazioni retiniche che compromettono parte della sua
funzionalità visiva non può sperare di vedere risolto questo
problema da un intervento chirurgico a scopo refrattivo, né
questo può costituire una assicurazione verso complicanze
successive.
L'intervento può, daltra parte, mirare a ridurre il potere
degli occhiali o nelle migliore delle ipotesi eliminarlo del
tutto con diminuzione dei fastidi e delle distorsioni che ad
essi si accompagnano.
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I DIFETTI DI VISTA
L'occhio è da considerare come una macchina fotografica,
in cui l'obiettivo è costituito dalla cornea e dal
cristallino, il diaframma dalla pupilla e la pellicola
dalla retina.
La cornea e il cristallino mettono a fuoco le immagini
sulla retina; gli stimoli luminosi attraverso il nervo
ottico arrivano alla corteccia visiva nella regione
occipitale in cui vengono elaborate. Se le immagini non
cadono a fuoco sulla retina si ha un difetto visivo
(miopia, ipermetropia astigmatismo).
Nell'ipermetropia (occhio più corto), la cornea e il
cristallino hanno un potere di convergenza dei raggi
luminosi minore rispetto alla lunghezza del bulbo, per cui
le immagini cadono a fuoco dietro la retina.
Il paziente ipermetrope per mettere a fuoco modifica la
curvatura del cristallino (accomodazione) e questo può
provocare un affaticamento eccessivo (astenopia
accomodativa) della messa a fuoco degli oggetti da vicino.
Nell'astigmatismo, le immagini vengono percepite distorte
(una riga viene vista doppia), a causa del disomogeneo
potere di messa a fuoco dei vari meridiani della cornea.
La presbiopia è la perdita della capacità di messa a fuoco
da vicino a causa di un irrigidimento del sistema di messa
a fuoco delle immagini (cristallino e muscolo ciliare). Si
manifesta dopo i quarant'anni e va corretta con degli
occhiali positivi.
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L'anisometropia è una grossa differenza del
difetto refrattivo tra un occhio e laltro (superiore alle 3
diottrie). In questo caso la correzione con occhiali non è
possibile; l'alternativa è luso di lenti a contatto. Se queste
non sono ben tollerate l'occhio con il difetto maggiore non
viene usato. In questi casi la chirurgia refrattiva può dare
un ottimo aiuto.
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IL LASER
Il laser ad eccimeri è in grado
di asportare tessuto in modo
estremamente preciso con una
riproducibilità non
raggiungibile da nessun altro
mezzo.
Il termine eccimeri è la crasi
di due termini inglesi, excited
dimer. I dimeri sono formati da
un gas nobile e da un alogeno.
Si ottengono mediante una
scarica elettrica che colpendo
questi gas li trasforma in
molecole biatomiche eccitate;
quando ritornano allo stato
naturale, separandosi, emettono
una radiazione nellultravioletto.
Il dimero che viene usato in
chirurgia refrattiva è il
fluoruro di argon (ArF) che
emette radiazioni di lunghezza
d'onda di 193 nm. E' stato
dimostrato che questa radiazione
è ottimale per una migliore
qualità e miglior precisione
dellablazione.
La miopia e l'astigmatismo
vengono eliminati asportando
tessuto dalla porzione centrale
della cornea. Al contrario
nellipermetropia il tessuto
viene eliminato nella parte
periferica della cornea stessa.
In entrambi i casi si modifica
la curvatura della cornea.
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La seconda tecnica è usata per
miopie più elevate o se il
paziente vuole un recupero
visivo più veloce e consiste nel
creare uno sportellino corneale
con una lama e nell'applicare il
laser ad eccimeri nella parte
più profonda della cornea
stessa.
La terza tecnica (LASEK) prevede
il sollevamento dellepitelio
corneale non l'asportazione come
nella PRK.
Sia nel primo caso che nel secondo gli
interventi sono completamente indolori,
vengono effettuati in regime ambulatoriale e
necessitano della sola instillazione di
colliri anestetici.
Fattori estranei alla mano del chirurgo ed
alla precisione del laser possono
influenzare la guarigione e quindi il
risultato per cui non è possibile fare una
previsione assoluta circa la correzione
ottica raggiungibile. Il 10%-15% del difetto
corretto può residuare al termine del
processo di guarigione da parte della
cornea; questo non deve essere considerato
un insuccesso.
Nelle settimane successive al trattamento si
può verificare una ipermetropia transitoria
di durata variabile che comporta una certa
difficoltà nella lettura da vicino
Il recupero visivo completo si ottiene dopo
un certo periodo di tempo, da due a sei
mesi, a seconda del difetto visivo corretto.
Come effetto secondario indesiderato possono
comparire nel primo periodo postoperatorio
delle opacità corneali superficiali
transitorie nell'ambito del processo di
guarigione.
Queste opacità possono determinare iniziali
riduzioni dell'efficienza visiva per un
periodo di tempo che va da uno a sei mesi.
In alcuni casi talune opacità non avvertite
dal paziente possono essere evidenziate
durante normali visite oculistiche anche a
distanza di tempo dall'intervento. |
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Allo stesso modo nel periodo postoperatorio
possono comparire delle irregolarità della
superficie corneale che possono determinare
temporanee riduzioni dell'acuità visiva e
tendono a regredire nel tempo (1-6 mesi). In
questo periodo e per questi motivi si può
creare nel paziente una momentanea e
giustificata disillusione. E' bene, invece,
che egli sappia che la cicatrice corneale è
destinata a ridursi progressivamente e che
non dovrebbe costituire alla fine ostacolo
al raggiungimento di un risultato
soddisfacente.
Altre difficoltà sono rappresentate dagli
abbagliamenti e dal dolore sotto forma di
sensazione di corpo estraneo e dalla
lacrimazione che compare nelle prime 24-48
ore dopo l'intervento; in questi casi può
instaurarsi una terapia con analgesici
comuni. Altri fenomeni che possono comparire
nel postoperatorio sono gonfiore oculare,
fotofobia e rossore intenso; tutti fenomeni
che non devono allarmare il paziente.
Un effetto indesiderato importante da
sottolineare è la percezione di aloni
notturni attorno alle sorgenti luminose
(fari di automobili), più o meno intensi in
base al numero di diottrie e al diametro
pupillare basale. Anche in questo caso
possono permanere per un periodo variabile
da 1 a sei mesi e in certi casi possono
essere persistenti.
Il risultato finale è influenzabile dal
trattamento medico locale (colliri);
pertanto è importante seguire alla lettera
la prescrizione del medico che mira a
bloccare o ridurre al minimo il processo di
cicatrizzazione messo in atto dalla cornea
dopo il trattamento.
Nelle persone in cui sono presenti le prime
manifestazioni della presbiopia,
l'eliminazione completa della miopia
comporterà la necessità di una correzione
per vicino.
Nei casi in cui l'esigenza dell'intervento
fosse dettata dalla partecipazione a
concorsi (accademia militare, brevetti di
volo), sarà premura del paziente informarsi
circa le caratteristiche visive richieste
dal bando, nonché della legittimità
dell'intervento stesso ai fini concorsuali.
TECNICHE ALTERNATIVE
A- TECNICHE
INCISIONALI
Queste tecniche prevedono l'esecuzione di
alcuni tagli sulla superficie corneale per
modificarne la curvatura. La cheratotomia
radiale è la tecnica più conosciuta.
Esistono anche le cosidette 'Cheratotomie
Curve' per la correzione dell'astigmatismo
miopico. Queste tecniche sono ormai in
disuso perché il risultato è poco stabile e
non prevedibile.
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B TECNICHE
INTRACORNEALI
Queste tecniche prevedono l'inserzione di
particolari materiali plastici nello
spessore corneale (nello stroma); Sono da
ricordare in questa categoria gli anelli
intrastromali. (Sono ancora in fase di
sperimentazione).
Lepicheratoplastica consiste
nell'applicazione di un disco di cornea,
lavorato come se fosse una lente a contatto,
proveniente da un donatore. Il disco di
tessuto così ottenuto viene suturato, cioè
cucito, sulla cornea correggendo il difetto
di vista.
La termocheratoplastica con laser ad olmio,
consiste nell'aumentare la curvatura
centrale della cornea; questa viene ottenuta
perché il laser colpendo la cornea causa una
contrazione o retrazione della stessa.
(Tecnica per la correzione dll'ipermetropia
e dell'astigmatismo ipermetropico). Tecnica
poco usata per la diminuzione dell'effetto
con il passare del tempo.
C TECNICHE
INTRAOCULARI
- Questa tecnica prevede l'inserzione al
davanti o dietro l'iride, a seconda dei
casi, di un cristallino artificiale. Queste
tecniche sono riservate ai difetti visivi
elevati che non possono essere corretti con
il laser.
- Asportazione del cristallino ed inserzione
di un cristallino artificiale. (Pseudofachia).
Si tratta della stessa tecnica in uso oggi
per gli interventi di cataratta. |
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D CORREZIONE DELLA PRESBIOPIA
(Tecniche di espansione sclerale)
Un campo del tutto nuovo si è aperto da
qualche anno, su questo nuovo trattamento.
Le due tecniche maggiormente in uso sono:
- la sclerotomia ciliare anteriore (ACS-tecnica
di Thornton)
- l'espansione sclerale (procedura di
Schachar).
-Presbilasik
La prima tecnica prevede la creazione di una
incisione radiale nella sclera sopra il
muscolo ciliare. Questa procedura è
giustificata dalla teoria secondo la quale
l'accomodazione è determinata da un
cambiamento di curvatura del cristallino
determinato a sua volta dal rilasciamento
del muscolo ciliare ad esso connesso
mediante la zonula. Infatti quando il
muscolo ciliare è rilasciato la zonula è
contratta e la curvatura del cristallino si
appiattisce permettendo la visione per
lontano e viceversa. Con linvecchiamento
l'elasticità del cristallino viene persa per
cui non riesce a modificare la curvatura.
La seconda tecnica prevede il posizionamento
di quattro piccoli impianti di arco fissati
parzialmente alla sclera sopra il corpo
ciliare per allontanare lo stesso dal
cristallino ed allargare lo spazio intorno
alla lente. Secondo questa teoria infatti,
il cristallino con landare avanti del tempo
aumenta il suo diametro equatoriale, si
sposta più vicino al muscolo ciliare,
rendendo le fibre contrattili meno capaci di
modificare la lunghezza della zonula e di
conseguenza la curvatura del cristallino.
Numerose sono le varianti a queste tecniche.
Quella più importante e promettente è quella
di Fukasaku cioè la tecnica di impianto di
espansione sclerale con Silicone. In questa
tecnica dei tappini di silicone espandibile
vengono suturati nell'ambito delle piccole
incisioni sclerali per evitare la fibrosi e
ritardare quindi la chiusura dell'incisione
stessa.
La terza tecnica è stata messa a punto da un
valido collega quale il Dott. Pinelli dell'ILMO
di Brescia. Sarà possibile implemetare il
software nei laser ad eccimeri che ad oggi
vengono usati per la correzione della
miopia. Nella sezione new al più presto sarà
dedicato ampio spazio a questa tecnica
Fonte: Dott. Uccello Antonino
www.occhioallocchio.com
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