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Normalmente,
gli occhi vengono continuamente
lubrificati dalla produzione di
lacrime.
La chiusura continua delle
palpebre (ammiccamento)
distribuisce le lacrime sulla
superficie corneale. Le lacrime
sono costituite da importanti
sostanze nutritive per la
superficie oculare e sostanze
che prevengono le infezioni.
La secchezza oculare può essere
causata o da una scarsa
produzione delle lacrime stesse
o da una eccessiva evaporazione
delle lacrime. Per questo motivo
le lacrime possono diventare più
concentrate e provocare
infiammazioni e irritazioni.
E’ una malattia molto frequente,
che colpisce a qualsiasi età ma
soprattutto nell’età avanzata,
con maggior frequenza nelle
donne nel periodo menopausale a
causa dello squilibrio ormonale
a cui va incontro,
inevitabilmente. Infatti il calo
degli estrogeni e dei
progestinici incide in maniera
importante nel meccanismo di
produzione delle lacrime.
La secchezza oculare,
fortunatamente, non danneggia la
vista, ma in ogni caso può
diventare intollerabile.
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I sintomi possono essere
provocati da:
ridotta frequenza di chiusura
delle palpebre (diminuzione
ammiccamento), per esempio nella
lettura, nel guidare, nel lavoro
al computer o nel guardare la
televisione
esposizione a smog, polvere,
fumo di sigarette
aria condizionata o ambiente
secco in genere
CAUSE
La causa più frequente è l’incapacità da
parte delle ghiandole lacrimali palpebrali
di produrre le lacrime, legato al processo
naturale di invecchiamento. Alcuni farmaci
come quelli usati nell’ipertensione
arteriosa o nelle malattie renali, o i
farmaci tranquillanti o gli ansiolitici
possono causare una riduzione della
produzione di lacrime. Raramente l’occhio
secco può far parte di una sindrome come la
S. di Sjogren, che insorge nelle persone
affette da Artrite reumatoide o altre
patologie autoimmunitarie.
Alcuni pazienti lamentano lacrimazione
abbondante. Questo è un effetto paradosso,
in quanto la superficie oculare asciutta è
uno stimolo continuo per le ghiandole
lacrimali a produrre più lacrime per cui il
paziente sente l’occhio bagnato. Comunque la
lacrima prodotta è così alterata che non
riesce a lubrificare la superficie oculare
per cui i sintomi persistono.
VISITA OCULISTICA
La visita oculistica riveste un ruolo
importante. Infatti l’oculista può valutare
la quantità e la qualità della lacrima ed
eventuali danni alla superficie corneale.
La quantità di lacrime viene valutata
mediante il test di Shirmer, cioè mediante
delle striscie di carta bibula che vengono
poste piegate all’interno dell’occhio. In
questo modo si misura la quantità di lacrima
prodotta dopo 5 minuti.
La qualità della lacrima viene valutata con
il BUT (cioè break up time o tempo di
rottura del film lacrimale). Un colorante,
cioè la fluoresceina viene disciolta nel
film lacrimale e con un particolare filtro
di luce blu si evidenzia la lacrima. Il film
lacrimale, in genere, si rompe dopo 15
secondi o più. Se la rottura del film
lacrimale si verifica prima dei 10 secondi
si è in presenza di un occhio secco.
TERAPIA
Pertanto è lo specialista oculista che
durante la visita mette in evidenza la
situazione della superficie oculare e del
film lacrimale e suggerisce l’eventuale
terapia con dei sostituti lacrimali.
Le lacrime artificiali possono essere usate
con tutta tranquillità anche per lunghi
periodi, in quanto sono sostanze inerti che
non vengono assorbite dall’occhio. Pertanto
l’uso cronico non crea problemi né
localmente (agli occhi) né sistemicamente (a
tutto l’ornganismo). Per l’uso frequente
sono più indicati i preparati monouso senza
conservanti.
Nel caso la secchezza oculare è molto grave
si può arrivare alla chiusura dei canalini
lacrimali (quei sottili canali che
convogliano le lacrime al naso) con dei
tappi rimovibili in silicone. Questo
intervento può aiutare a mantenere umidi gli
occhi.
Fonte: Dott. Uccello Antonino
www.occhioallocchio.com
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